Italia
26
Giugno 2007 |
ISTAT:
SEPARAZIONI, OLTRE LA META' COIVOLGONO MINORI
(AGI) - Roma, 26 giu.
Oltre
la meta'(il 52,8%) delle separazioni e oltre un terzo (36,5%) dei divorzi
provengono da matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni.
Ce lo dice l'Istat nella sua consueta indagine annuale sulle separazioni
e sui divorzi.
Nel 2005, i figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori
sono stati 99.257 nelle separazioni e 44.848 nei divorzi.
Sempre nello stesso anno il 70,5% delle separazioni e il 60,7% dei divorzi
hanno riguardato coppie sposate con figli avuti durante l'unione.
Il numero di figli minori implicati nei casi di conflitto coniugale nel
2005 e' stato 63.912 nelle separazioni e 21.996 nei divorzi.
Circa il 60% dei figli minori coinvolti nelle separazioni concesse nel
2005 aveva un'eta' inferiore ad 11 anni e il 15,7% un'eta' compresa tra
i 15 e i 17 anni.
Al momento della pronuncia del divorzio i figli sono generalmente piu'
grandi: nel 2005 quelli al di sotto degli 11 anni rappresentavano il 39,2%,
mentre i figli di eta' compresa tra i 15 e i 17 anni erano il 24,1%.
L'affidamento esclusivo dei figli minori alla madre e' stato prevalente
rispetto ad altri tipi di affidamento anche nel 2005: i figli minori sono
stati affidati alla madre nell'80,7% delle separazioni e nell'82,7% dei
divorzi, con percentuali piu' elevate nel Mezzogiorno rispetto al resto
del Paese.
La custodia esclusivamente paterna e' stata pari al 3,4% negli affidamenti
a seguito di separazione e al 5,1% per quelli scaturiti da sentenza di
divorzio.
Le
separazioni, nel 2005, sono state 82.29, con un incremento del 57,3%,
sempre rispetto a dieci anni prima.
Nel 2005 i divorzi hanno continuato a crescere anche sull'anno precedente
ed hanno registrato un incremento del 4,3% rispetto al 2004.
Sempre nel 2005 sono invece risultate in flessione le separazioni, che
hanno registrato un -1,1% rispetto al 2004.
151
divorzi e 272 separazioni ogni 1000 matrimoni.
In sostanza, se nel 1995, ogni 1.000 matrimoni si verificavano 158 separazioni
e 80 divorzi, dieci anni dopo le separazioni sono arrivate a 272 e i divorzi
a 151.
La tendenza a ricorrere al divorzio non è uniforme, ci fa poi sapere
l'Istat, e si divorzia più al nord che al sud.
Nel Nord, sempre nel 2005, si rilevano infatti 6,2 separazioni e 4 divorzi
ogni 1.000 coppie coniugate, contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel
Sud.
Più
divorzi al Nord che al Sud
La Liguria è la regione dove ci si separa di più, 8 separazioni
e 5,8 divorzi ogni 1.000 coppie coiniugate, seguita dalla Valle d'Aosta,
con 7,6 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000) e dal Lazio, con 7,9 separazioni
e 4 divorzi ogni 1.000.
In fondo alla scala ci sono la Basilicata. con 3 separazioni e 1,2 divorzi
ogni 1.000 coppie coniugate, la Calabria, con 3 separazioni e 1,4 divorzi,
e la Puglia, 3,8 separazioni e 1,6 divorzi.
Preferiti
separazioni e divorzi consensuali
Nel 2005 si sono chiuse consensualmente l'85,5% delle separazioni e il
77,6% dei divorzi.
Circa l'82% delle separazioni giudiziali è concesso per intollerabilità
della convivenza, il 14,6% con addebito al marito e il 3,5% con addebito
alla moglie.
Ricorrono al rito consensuale più le coppie che vivono al nord
che quelle che risiedono al sud: le prime nell'89% delle separazioni e
nell'80,8% dei divorzi; le seconde rispettivamente nel 76,7% e 64,1% delle
cause.
Occorre comunque tener conto - avverte l'Istat - che la procedura consensuale
è condizionata anche dalla diversità di durata della causa
e dei costi.
E la 'consensuale' dura in media 150 giorni contro gli 886 del rito contenzioso
per la separazione e i 634 per il divorzio.
Le
donne chiedono di più la separazione, gli uomini di più
il divorzio.
A chiedere la separazione sono più le donne, mentre sono più
uomini separati a chiedere il divorzio.
Nel 2005, il 71,7% delle richieste di separazione è stato presentato
dalla moglie, mentre il 56,3% delle istanze di divorzio è stato
presentato dal marito.
Ci
si lascia intorno ai 40 anni, dopo matrimoni tardivi.
Quanto all'età, nel 2005 all'atto della separazione i mariti avevano
mediamente 43 anni e le mogli 40.
Ci si sposa più tardi e cala quindi la quota di coniugi che si
separano prima dei 30 anni, gli uomini passando dal 7,3% del 2000 al 4,7%
del 2005, e le donne dal 16,8% all'11,5%9.
Il
45,4% delle coppie lascia la casa dove ha vissuto.
Nel 2005 il 45,4% delle coppie che ha divorziato ha lasciato la casa dove
ha vissuto il matrimonio per delle abitazioni autonome e distinte.
Per le separazioni, sempre nel 2005 la casa dove la famiglia viveva prima
del provvedimento del giudice e' stata assegnata alla moglie nel 57,4%
dei casi, al marito nel 21,7% e a nessuno dei due circa nel 19%, in quanto
entrambi i coniugi sono andati a vivere altrove, ossia in abitazioni autonome
e distinte, come avviene invece soprattutto per i divorzi.
Le
differenze tra i coniugi si appianano se ci sono figli affidati.
In queste circostanze, infatti, la casa familiare viene attribuita al
genitore affidatario nel 60,4% dei casi se si tratta del padre, nel 73,1%
se e' invece la madre.
Le cause di separazione e divorzio che nel 2005 si sono concluse prevedendo
una forma di sostentamento economico a favore del coniuge costituiscono
rispettivamente il 25% e il 12,9% del totale.
L'importo mensile del contributo economico a favore del coniuge risulta
mediamente pari a 495,37 euro nelle separazioni e a 472,87 euro nei divorzi. |