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Giugno 2007

Italia
28 Giugno 2007
Sit in
Tribunale dei
Minorenni
- Roma
28 giugno 2007 : No all'abbandono dei figli d'estate - Tribunale dei Minorenni - Roma
Italia : autostrada dell'indifferenza

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DAVANTI AL TRIBUNALE DEI MINORI
dalle 9.30 alle 15.00 in via dei Bresciani

NO ALL'ABBANDONO DEI FIGLI IN ESTATE.
I FIGLI, COME I CANI, NON SI ABBANDONANO.
I GIUDICI DEBBONO INTERVENIRE CON LA MASSIMA DUREZZA PER IMPEDIRE AL GENITORE AFFIDATARIO, QUASI SEMPRE LA MADRE, DI VIOLARE E CALPESTARE CON ARROGANZA E VIOLENZA IL DIRITTO DI VISITA TRA PADRE E FIGLIO SOPRATTUTTO NEL PERIODO ESTIVO.

[pagina evento - comunicato stampa e fotos]


Italia
26 Giugno 2007


ISTAT: SEPARAZIONI, OLTRE LA META' COIVOLGONO MINORI
(AGI) - Roma, 26 giu.

Oltre la meta'(il 52,8%) delle separazioni e oltre un terzo (36,5%) dei divorzi provengono da matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni.
Ce lo dice l'Istat nella sua consueta indagine annuale sulle separazioni e sui divorzi.
Nel 2005, i figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 99.257 nelle separazioni e 44.848 nei divorzi.
Sempre nello stesso anno il 70,5% delle separazioni e il 60,7% dei divorzi hanno riguardato coppie sposate con figli avuti durante l'unione.
Il numero di figli minori implicati nei casi di conflitto coniugale nel 2005 e' stato 63.912 nelle separazioni e 21.996 nei divorzi.
Circa il 60% dei figli minori coinvolti nelle separazioni concesse nel 2005 aveva un'eta' inferiore ad 11 anni e il 15,7% un'eta' compresa tra i 15 e i 17 anni.
Al momento della pronuncia del divorzio i figli sono generalmente piu' grandi: nel 2005 quelli al di sotto degli 11 anni rappresentavano il 39,2%, mentre i figli di eta' compresa tra i 15 e i 17 anni erano il 24,1%.
L'affidamento esclusivo dei figli minori alla madre e' stato prevalente rispetto ad altri tipi di affidamento anche nel 2005: i figli minori sono stati affidati alla madre nell'80,7% delle separazioni e nell'82,7% dei divorzi, con percentuali piu' elevate nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.
La custodia esclusivamente paterna e' stata pari al 3,4% negli affidamenti a seguito di separazione e al 5,1% per quelli scaturiti da sentenza di divorzio.

Le separazioni, nel 2005, sono state 82.29, con un incremento del 57,3%, sempre rispetto a dieci anni prima.
Nel 2005 i divorzi hanno continuato a crescere anche sull'anno precedente ed hanno registrato un incremento del 4,3% rispetto al 2004.
Sempre nel 2005 sono invece risultate in flessione le separazioni, che hanno registrato un -1,1% rispetto al 2004.

151 divorzi e 272 separazioni ogni 1000 matrimoni.
In sostanza, se nel 1995, ogni 1.000 matrimoni si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi, dieci anni dopo le separazioni sono arrivate a 272 e i divorzi a 151.
La tendenza a ricorrere al divorzio non è uniforme, ci fa poi sapere l'Istat, e si divorzia più al nord che al sud.
Nel Nord, sempre nel 2005, si rilevano infatti 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate, contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Sud.

Più divorzi al Nord che al Sud
La Liguria è la regione dove ci si separa di più, 8 separazioni e 5,8 divorzi ogni 1.000 coppie coiniugate, seguita dalla Valle d'Aosta, con 7,6 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000) e dal Lazio, con 7,9 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000.
In fondo alla scala ci sono la Basilicata. con 3 separazioni e 1,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate, la Calabria, con 3 separazioni e 1,4 divorzi, e la Puglia, 3,8 separazioni e 1,6 divorzi.

Preferiti separazioni e divorzi consensuali
Nel 2005 si sono chiuse consensualmente l'85,5% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi.
Circa l'82% delle separazioni giudiziali è concesso per intollerabilità della convivenza, il 14,6% con addebito al marito e il 3,5% con addebito alla moglie.
Ricorrono al rito consensuale più le coppie che vivono al nord che quelle che risiedono al sud: le prime nell'89% delle separazioni e nell'80,8% dei divorzi; le seconde rispettivamente nel 76,7% e 64,1% delle cause.
Occorre comunque tener conto - avverte l'Istat - che la procedura consensuale è condizionata anche dalla diversità di durata della causa e dei costi.
E la 'consensuale' dura in media 150 giorni contro gli 886 del rito contenzioso per la separazione e i 634 per il divorzio.

Le donne chiedono di più la separazione, gli uomini di più il divorzio.
A chiedere la separazione sono più le donne, mentre sono più uomini separati a chiedere il divorzio.
Nel 2005, il 71,7% delle richieste di separazione è stato presentato dalla moglie, mentre il 56,3% delle istanze di divorzio è stato presentato dal marito.

Ci si lascia intorno ai 40 anni, dopo matrimoni tardivi.
Quanto all'età, nel 2005 all'atto della separazione i mariti avevano mediamente 43 anni e le mogli 40.
Ci si sposa più tardi e cala quindi la quota di coniugi che si separano prima dei 30 anni, gli uomini passando dal 7,3% del 2000 al 4,7% del 2005, e le donne dal 16,8% all'11,5%9.

Il 45,4% delle coppie lascia la casa dove ha vissuto.
Nel 2005 il 45,4% delle coppie che ha divorziato ha lasciato la casa dove ha vissuto il matrimonio per delle abitazioni autonome e distinte.
Per le separazioni, sempre nel 2005 la casa dove la famiglia viveva prima del provvedimento del giudice e' stata assegnata alla moglie nel 57,4% dei casi, al marito nel 21,7% e a nessuno dei due circa nel 19%, in quanto entrambi i coniugi sono andati a vivere altrove, ossia in abitazioni autonome e distinte, come avviene invece soprattutto per i divorzi.

Le differenze tra i coniugi si appianano se ci sono figli affidati.
In queste circostanze, infatti, la casa familiare viene attribuita al genitore affidatario nel 60,4% dei casi se si tratta del padre, nel 73,1% se e' invece la madre.
Le cause di separazione e divorzio che nel 2005 si sono concluse prevedendo una forma di sostentamento economico a favore del coniuge costituiscono rispettivamente il 25% e il 12,9% del totale.
L'importo mensile del contributo economico a favore del coniuge risulta mediamente pari a 495,37 euro nelle separazioni e a 472,87 euro nei divorzi.


8 Giugno 2007
PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE
IN AMERICA SI INCITA AL DIVORZIO PERCHE' LA VITA E' BREVE...

Che sia un avvocatessa "rifatta" dalla testa ai piedi poco importa.
Il messaggio si può condividere.

In Italia, invece, siamo un pò più furbi, ci piace prevenire anzichè curare.
Da anni, visto l'andazzo delle leggi, dei politici e dei giudici, diciamo che

è meglio non sposarsi altrimenti si resta in mutande.

Life's short - don't get married !

Armata dei Padri

Fonte Repubblica.it

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