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Settembre 2004
Italia
17 settembre 2004
Gianluca La Penna Roma, 17 settembre 2004
"Ogni bambino ha diritto ad avere due genitori. Si separano i coniugi, mai i genitori". Questo il grido di battaglia di Giorgio Ceccarelli, presidente dell'associazione "Figli negati" (www.figlinegati.it) che da otto anni combatte per i diritti dei padri separati e dei figli maltrattati dal genitore affidatario. Separato nel 1992, nel 1996 finisce in galera per aver impedito alla figlia di trasferirsi in Grecia con l'ex moglie, allora compagna di un cittadino ellenico. Dopo i 9 giorni passati in carcere e uscito dopo che le autorità giudiziarie condannano l'ex suocera per reato di calunnia e simulazione di reato (aveva fatto nascosto la cocaina in macchina facendolo passare per spacciatore di stupefacenti, ndr), Ceccarelli decide di dedicare la maggior parte del suo tempo a difendere i "mammi" privati dei propri figli, sbattendo quotidianamente contro la legge italiana che non prevede alcun tipo di sanzione per un genitore affidatario che sparisca e faccia perdere le tracce del proprio figlio, negandogli, di fatto, l'amore dell'altro coniuge. La Commissione Giustizia alla Camera ha recentemente approvato il provvedimento sull'affidamento condiviso. Si tratta di una rivoluzione nell'ambito del diritto di famiglia? "A 34 anni dalla legge sul Divorzio, con l'emancipazione, giusta, delle donne, finalmente c'è questo bilanciamento in famiglia perchè viene riconosciuto il diritto dei figli ad avere due genitori. Finora il genitore affidatario - nell'87 per cento dei casi la mamma - organizza la vita dei figli in maniera del tutto arbitraria e unilaterale". A luglio c'è stata un'interrogazione del vicepresidente della Camera, Publio Fiori, sui casi dei bambini italiani "rapiti" all'estero al ministro di Giustizia e degli Esteri. "Lo ringraziamo. Quando ci ha ricevuto a Montecitorio dopo la manifestazione dei figli 'Desaparecidos', il 21 aprile scorso, gli abbiamo sottoposto anche il problema dei figli spariti in Italia. Siamo ancora in attesa di un censimento che pretendiamo, ripeto pretendiamo, dalle autorità italiane perchè un paese civile non può nascondere all'opinione pubblica migliaia e migliaia di denunce fatte da papà e mamme per il rapimento di un figlio che non vedono da anni". Cosa chiedete in particolare? "La Farnesina ogni anno pubblica un rapporto sui "bambini contesi", ovvero dei piccoli italiani sottratti all'estero. Chiediamo al ministero degli Interni la redazione di un volume in Italia, regione per regione. Abbiamo bisogno di sapere e di far conoscere all'opinione pubblica che oggi in Italia rapire un figlio non è reato. Se un maggiorenne rapisce un minorenne per 24 ore rischia l'ergastolo, se uno dei due genitori "rapisce" il figlio per anni, in Italia non è previsto neanche il fermo di polizia". Questo accade anche con una sentenza passato in giudicato? "Sì. Emblematico è il caso di Enrico Cori. La moglie italiana è stata condannata in via definitiva per sottrazione di minore. Oggi è nel nostro paese ma nessuno cerca la figlia di Enrico Cori. Voglio dire che se la polizia ferma la signora Cori, gli agenti possono solo identificarla ma non trattenerla in Questura". Che dimensioni ha assunto in Italia questo fenomeno? "La mia associazione, per statuto, non prevede quote associative quindi non posso darle numeri precisi. In Italia ci sono circa 40 associazioni sul tema. Noi abbiamo elementi certi, inconfutabili, di migliaia di denunce ogni anno, alle questure, ai commissariati, alle stazioni dei carabinieri per sottrazione di minori, temporanee o per lunghi periodi. Noi vogliamo che questi dati vengano resi ufficiali. Solo in questo modo si potrà capire l'esigenza e l'importanza di una riforma che preveda l'insaprimento delle pene". In Italia c'è quindi una legge monca? "Se non c'è una sanzione efficace la legge è morta, non vive perchè nessuno la rispetta. Noi vogliamo l'inasprimento delle pene per questo tipo infamante di rato come è accaduto con il recente provvedimento per il maltrattamento degli animali. Per quest'ultimo reato in Italia sì può finire in galera, giustamente. Noi vogliamo che chi maltratta un figlio portandolo via da uno dei due genitori per anni paghi in misura adeguata al danno arrecato al figlio. Ci accontentiamo di un'equiparazione agli animali anche se uno Stato civile, prima dovrebbe pensare ai figli e poi agli animali. Serve una sanzione efficace, perchè come spiega Lawrence Friedman nel suo testo sulle scienze sociali, una legge efficace ha una doppia valenza verso chi commette il reato e verso chi, vedendo la norma applicata, non commette lo stesso reato per paura di incappare nella sanzione stessa. Paradossalmente, se ci fosse una Patente a punti per i genitori affidatari, oggi molti figli cambierebbero genitore affidatario nel giro di un anno". Perchè in Italia c'è questo buco legislativo ? "Siamo convinti che la cultura in questo ambito sia ferma a 34 anni fa, quando il papà lavorava e la moglie pensava alla casa e ai figli, ed allora era giusto privilegiarla in caso di separazione. Oggi spesso la donna ha stessi tempi e ruoli dell'uomo. Quest' evoluzione culturale non è stata registrata da tutte le forze politiche - alla nostra marcia tra i 3000 presenti nessun politico - perchè hanno tutti paura che queste rivendicazione fatte per i figli vengano fraintese come guerra alle mamme. Chi ci governa deve sapere che ci sono papà che vivono sotto la soglia della povertà e esistono altrettante mamme che non sanno come sbarcare il lunario perchè l'ex marito non paga l'assegno. Vogliamo combattere queste ingiustizie". Sabato farete un sit-in di solidarietà con i colleghi inglesi di "Fathers 4 Justice". "Sì. L'appuntamento è al Colosseo dalle 15 alle 19. Saremo lì con cartelli recitanti: "Siamo tutti matti d'amore per i nostri figli" per replicare a Tony Blair che dopo il blitz del 13 settembre a Buckingham Palace del nostro collega Jason Hatch, ha affermato: "Fanno bene a levargli i figli perchè sono matti". Se tutti i papà italiani avessero fatto azioni civili, anche trasgressive simili a quelle del nostro Batman, oggi non avremmo 100 morti l'anno da 10 anni in Italia".

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