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News Italia / Estero

Settembre 2007

Italia
30 Settembre 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SENTENZA STORICA a VARESE

Varesenews.it
«Mia moglie mi nasconde il figlio». Anche il bimbo chiede i danni
La mamma non fa vedere il figlio al padre separato, scatta la denuncia e si va a processo. Ma oltre al papà, si costituisce parte civile anche il bambino, e il giudice accetta. Così il minore arriverà, tramite un legale, Antonella Vitale, a chiedere i danni alla madre per non aver visto il suo papà nel 2004. Una richiesta che probabilmente si articolerà in un libretto vincolato, in banca, da riempire fino a una cifra che, in caso di condanna, sarà stabilità nel processo.
Un risvolto inedito e paradossale quello che ha preso una causa iniziata oggi, venerdì 28 settembre, al tribunale di Varese, davanti al giudice Angela Minerva. Per la seconda volta in aula in due anni, una coppia “scoppiata” si è trovata a confrontarsi sulla potestà del figlioletto di 6 anni (è nato l’11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle twin towers). Il padre è un pediatra di 42 anni, la madre ha 36 anni, entrambi sono del varesotto. Si separano nel 2003, il bambino viene affidato alla madre, ma con l’obbligo di vedere il padre 2 week end al mese, e 6 pomeriggi infrasettimanali. I coniugi litigano, intanto la donna si trasferisce a Milano. Lui la accusa di averle nascosto il bimbo pr un anno, il 2004, e la denuncia. Nel 2006 un primo processo si conclude con una condanna a 300 euro di multa. Oggi inizia il secondo processo, per inottemperanza al diritto di visita.

«E’ una decisione nell’interesse del minore – spiega Luca Maranzana presidente dell’associazione dei padri separati di Varese – perché per la prima volta viene riconosciuto che non si tratta solo di un reato contro le decisioni del giudice, ma anche di un reato che danneggia il minore». Il processo, nel merito, è appena cominciato, ma la possibilità di vedere come parte civile il bambino, viene sbandierata come una vittoria dall’associazione dei padri separati , un sodalizio che riunisce circa 200 persone, e organizza 4 legali, 1 psicologo, 1 mediatore familiare; riceve 3 telefonate di media al giorno e sostiene di avere 15mila contati mensili nel sito internet. Il giudice ha negato all’associazione la costituzione di parte civile, poiché non è provata una ampiezza della azione delittuosa tale da giustificare il coinvolgimento di una intera categoria, in questo casi i padri separati dai figli. L’associazione è la seconda volta che cerca di entrare come parte civile in un processo e probabilmente ci proverà ancora. Il suo è solo un problema di rappresentatività della categoria, non è infatti infrequente che associazioni di categoria entrino in cause penali, basti ricordare, per citarne una, l’associazione tabaccai nell’omicidio Milani a Gallarate.

Venerdi 28 Settembre 2007
Roberto Rotondo

LA SENTENZA STORICA
Libero-news.it - 30/09/2007

La mamma gli toglie papà
Il bimbo le chiede i danni

di LUCIA ESPOSITO

MILANO. Una mamma che impedisce al figlio di vedere il padre deve pagare. Il piccolo può chiedere i danni, può pretendere denaro per colmare il vuoto dell'affetto negato. Il giudice Angela Minerva del Tribunale di Varese, ha accettato la costituzione di parte civile di Francesco, un bimbo che per un anno non ha potuto incontrare suo padre perché sua madre non voleva. Una sentenza storica che scrive un finale diverso a uno dei tanti matrimoni finiti male, con un figlio di mezzo e le liti che diventano guerra. «Avrei dovuto vedere mio figlio che oggi ha sei anni, due weekend al mese e sei pomeriggi a settimana. Ma ogni volta che andavo a prenderlo, la mia ex trovava una scusa. "È malato, non può uscire", diceva. Oppure non si faceva trovare a casa». Vittorio Vezzetti, che di mestiere fa il pediatra, per mesi ha continuato a bussare alla porta di casa, poi ha cambiato strada: ha denunciato cinque volte sua moglie per inottemperanza del diritto di visita.


COMUNICATO STAMPA

Finalmente a pochi giorni dalla Festa dei Nonni (2 ottobre prossimo), arriva una bella notizia dal Tribunale di Varese che ha riconosciuto la "parte civile" ad un piccolo bambino figlio di genitori separati.

Incredibile ma vero, la richiesta del danno economico è stata riconosciuta in danno della madre, colpevole di avergli impedito la frequenza con il padre.

Se questa legge venisse applicata in tutti i casi avremmo la certezza matematica di assenza di sparimento dei figli dei separati. Di fronte ad un risarcimento economico avremmo davanti pochi casi, uomini o donne, capaci di nascondere per anni i figli.

L'aggravante di questo caso è stata l'assenza della storica notizia sui quotidiani di oggi. Se togliamo il lodevole LIBERO (pag.16) di Feltri, non abbiamo alcun riscontro altrove.

Questa assenza dimostra la grave scorrettezza di tutti coloro che hanno il potere mediatico di informare gli italiani, in particolare quelli separati, che ci sono giudici intelligenti e capaci di governare la giustizia dei separati e dei loro figli.

Oggi abbiamo visto una pagina intera su Libero.
Ne siamo ovviamente orgogliosi e fieri.
La cultura italiana quando decide di poter fare a meno di queste notizie ci rende ancora più tristi e dolorosi.

La VERA STORIA IN DIFESA DEI PICCOLI va messa in risalto e diffusa in ogni modo.
La scelta opposta delude il compito che la professione impone.

A nome di tutti i separati vanno le congratulazioni al Supergiudice del Tribunale di Varese ANGELA MINERVA, capace di aver difeso un piccolo bambino dalle prepotenze della sua mamma.

Giorgio Ceccarelli
www.figlinegati.it
www.armataideipadri.it
www.daddyspride.it
Cell. +39 339 2753088

Italia
8 Settembre 2007


Funerali religiosi per Pavarotti... E noi ?

Funerali religiosi ad un divorziato risposato?
Si, ma solo se ti chiami Pavarotti.

A funerali avvenuti, perchè doveroso rispettare l'immensa figura dell'artista, ci domandiamo il perchè al tenore siano stati concessi i funerali religiosi quando, soltanto pochi mesi fa, ad un uomo di Sulmona, anche egli divorziato, siano stati negati.
Fummo noi di Figli negati, i soli a scendere in piazza per chiedere spiegazioni
[vedi scheda]

Da dove possono essere colte e giustificate le eventuali ragioni?
Siamo ancora una volta posti di fronte alla realtà di un certo orientamento pilotato ad hoc a seconda delle occasioni?

Ass.ne Figli Negati

 


   
 

 

   



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