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News Italia / Estero |
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SENTENZA
STORICA a VARESE «E’ una decisione nell’interesse del minore – spiega Luca Maranzana presidente dell’associazione dei padri separati di Varese – perché per la prima volta viene riconosciuto che non si tratta solo di un reato contro le decisioni del giudice, ma anche di un reato che danneggia il minore». Il processo, nel merito, è appena cominciato, ma la possibilità di vedere come parte civile il bambino, viene sbandierata come una vittoria dall’associazione dei padri separati , un sodalizio che riunisce circa 200 persone, e organizza 4 legali, 1 psicologo, 1 mediatore familiare; riceve 3 telefonate di media al giorno e sostiene di avere 15mila contati mensili nel sito internet. Il giudice ha negato all’associazione la costituzione di parte civile, poiché non è provata una ampiezza della azione delittuosa tale da giustificare il coinvolgimento di una intera categoria, in questo casi i padri separati dai figli. L’associazione è la seconda volta che cerca di entrare come parte civile in un processo e probabilmente ci proverà ancora. Il suo è solo un problema di rappresentatività della categoria, non è infatti infrequente che associazioni di categoria entrino in cause penali, basti ricordare, per citarne una, l’associazione tabaccai nell’omicidio Milani a Gallarate. Venerdi 28 Settembre 2007 LA
SENTENZA STORICA La
mamma gli toglie papà MILANO. Una mamma che impedisce al figlio di vedere il padre deve pagare. Il piccolo può chiedere i danni, può pretendere denaro per colmare il vuoto dell'affetto negato. Il giudice Angela Minerva del Tribunale di Varese, ha accettato la costituzione di parte civile di Francesco, un bimbo che per un anno non ha potuto incontrare suo padre perché sua madre non voleva. Una sentenza storica che scrive un finale diverso a uno dei tanti matrimoni finiti male, con un figlio di mezzo e le liti che diventano guerra. «Avrei dovuto vedere mio figlio che oggi ha sei anni, due weekend al mese e sei pomeriggi a settimana. Ma ogni volta che andavo a prenderlo, la mia ex trovava una scusa. "È malato, non può uscire", diceva. Oppure non si faceva trovare a casa». Vittorio Vezzetti, che di mestiere fa il pediatra, per mesi ha continuato a bussare alla porta di casa, poi ha cambiato strada: ha denunciato cinque volte sua moglie per inottemperanza del diritto di visita. COMUNICATO STAMPA Finalmente a pochi giorni dalla Festa dei Nonni (2 ottobre prossimo), arriva una bella notizia dal Tribunale di Varese che ha riconosciuto la "parte civile" ad un piccolo bambino figlio di genitori separati. Incredibile ma vero, la richiesta del danno economico è stata riconosciuta in danno della madre, colpevole di avergli impedito la frequenza con il padre. Se questa legge venisse applicata in tutti i casi avremmo la certezza matematica di assenza di sparimento dei figli dei separati. Di fronte ad un risarcimento economico avremmo davanti pochi casi, uomini o donne, capaci di nascondere per anni i figli. L'aggravante di questo caso è stata l'assenza della storica notizia sui quotidiani di oggi. Se togliamo il lodevole LIBERO (pag.16) di Feltri, non abbiamo alcun riscontro altrove. Questa assenza dimostra la grave scorrettezza di tutti coloro che hanno il potere mediatico di informare gli italiani, in particolare quelli separati, che ci sono giudici intelligenti e capaci di governare la giustizia dei separati e dei loro figli. Oggi abbiamo visto una pagina
intera su Libero. La
VERA STORIA IN DIFESA DEI PICCOLI va messa in risalto e diffusa in ogni
modo. A nome di tutti i separati vanno le congratulazioni al Supergiudice del Tribunale di Varese ANGELA MINERVA, capace di aver difeso un piccolo bambino dalle prepotenze della sua mamma. Giorgio
Ceccarelli |
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8 Settembre 2007 |
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