FIGLI NEGATI

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DOMENICA IN - COSÌ È LA VITA






La domenica pomeriggio l’appuntamento è su Rai Uno con Lorella Cuccarini per parlare di attualità, 
cronaca e spettacolo attraverso storie emblematiche. Storie che raccontano la vita, con le sue gioie, 
i suoi problemi e i suoi drammi.


La vita raccontata con una docufiction
Nella seconda parte del programma verranno analizzati i grandi temi che caratterizzano la nostra società attraverso una storia veratratta dall’attualità e ricostruita fedelmente con una docufiction. Esperti, 
giornalisti e testimoni approfondiranno gli spunti di discussione. In studio, insieme al protagonista 
della storia, ne riprenderemo il tema e scopriremo come ha superato questa esperienza.


LA MIA VITA RACCONTATA CON UNA DOCUFICTION , DOMENICA IN - RAI 1.

domenica 15 gennaio dalle 17 alle 18

Domenica 15 gennaio,  La mia vita raccontata con una docufiction su Domenica In, Rai 1.
Forse è la prima volta in Italia che viene fatto un piccolo film su una storia veramente accaduta e riguardante una tragedia 
legata alla separazione dei genitori.
In 15 anni ho cercato di trovare in tutto il mondo un caso simile al mio (droga in macchina e arresto per aver tolto il passaporto 
alla figlia - rischio di 20 anni di galera - condanna definitiva della ex suocera e di un detective - condanna in primo e secondo 
grado per un maresciallo della finanza - lotta civile che ha cambiato il Paese). 
Non ci sono riuscito.
La promessa fatta al Padreterno di 20 anni di missione umanitaria per tutti/e finirà il 19 agosto del 2016.
Ho altri quattro anni e mezzo per pubblicare  il mio libro per mia figlia.
Ho altri quattro anni e mezzo per convincere un produttore cinematografico  a fare un film che racconti la storia di un padre 
italiano massacrato e distrutto che invece di lasciare l'Italia l'ha cambiata grazie all'aiuto di quelli/e come lui che 
hanno preferito vivere da cittadini e non da sudditi.
Il libro e il film abbatteranno anche  il muro del silenzio di tutti gli indifferenti. 


Giorgio Ceccarelli

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Villaggio del Papà-Papà c'è Village
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UN PROGETTO A COSTO ZERO PER I COMUNI


di Fabrizio de Jorio

Fonte:   Televideo Rai


Oltre al problema economico c’è quello pratico-affettivo che riguarda la gestione dei rapporti con i figli. Spesso i padri separati, (parliamo di quelli che guadagnano uno stipendio medio tra i 1200 e i 1500 euro al mese) dopo il pagamento dell’assegno di mantenimento al figlio e magari il pagamento del mutuo della casa dove viveva con la famiglia prima della separazione, non solo non hanno più la possibilità economica di acquistare un gioco ai propri figli o portarli a mangiare una pizza, ma, come già detto, si trovano a non avere neanche un posto dove ospitarli perché spesso non hanno casa.

Un problema che le istituzioni, da qualche anno, hanno iniziato ad affrontare, sollecitate dalle associazioni che si occupano della tutela dei padri e delle madri separate. Tra queste c’è l’associazione Figli Negati, (www.figlinegati.it) di Giorgio Ceccarelli, uno dei paladini dell’affermazione dei diritti dei figli, dei genitori e dei nonni. Da oltre 15 anni, l’associazione si è fatta promotrice di numerose iniziative, tra queste, la marcia dei Papà, il Daddy’s pride, i mini Oscar a favore di iniziative meritevoli nei confronti dei figli e della famiglia e nel 2005 ha presentato un progetto all’allora sindaco di Roma, Valter Veltroni, per l’istituzione della Casa dei Papà. Un progetto per favorire l’integrazione dei papà e per dare ai genitori che avevano perso la casa o che non potevano affittarne una, la possibilità di garantire ai propri figli un luogo di incontro.

Nel solco delle pressanti richieste e dopo una gestazione di quasi 5 anni, l’attuale vice sindaco della capitale, Sveva Belviso, ha realizzato il progetto ed inaugurato a Roma lo scorso anno, la Casa dei Papà, con 20 alloggi riservati a genitori/padri, in difficoltà economiche. Belviso, recentemente ha anche varato la Casa dei Papà 2 nel quartiere Infernetto, dieci appartamenti, di 65 mq con tutti i confort. Con 300 euro al mese, il papà potrà soggiornare un anno nella casa gestita dalla cooperativa Il Sorriso e fruire di supporto legale e psicologico.

Ma Ceccarelli ha un progetto ben più ambizioso ma non oneroso per le casse dei comuni: ”Visto che il fenomeno dei nuovi poveri non accenna ad affievolirsi- dice- depositerò nelle segreterie di tutti i grandi comuni italiani, un progetto articolato e completo che mira a dare sostegno a tutti i genitori, padri e madri, in difficoltà economiche, con la garanzia di un alloggio per ospitare i propri figli per poter mantenere un legame affettivo con la prole e anche per non deprivarli del diritto ad avere un luogo per incontrare il genitore separato.”

Ceccarelli illustra il progetto che consiste “nell’installare almeno 20 moduli abitativi in ogni Regione italiana. In pratica 420 moduli abitativi in tutta Italia che potrebbero costituire un esempio di ricostruzione familiare ed economica per il padre, il più danneggiato dopo la separazione familiare”.

Come si articola il progetto? “Semplice, dice Ceccarelli a Televideo, il “Villaggio del Papà - Papà c’è Village” ha modalità vantaggiose per tutti ed è a costo zero per i comuni, i quali alla fine del percorso diventano proprietari dei Villaggi. Dal un lato il comune interessato, per esempio Roma, anticipa le spese dell’acquisto dei moduli (circa 15/20mila euro l’uno) e le spese per le opere idriche ed elettriche. I fruitori pagheranno una quota mensile di 200 euro per un anno o fino a quando non saranno autosufficienti, estinguendo il mutuo ottenuto dalla banca e il comune diventa automaticamente proprietario dell’abitazione”. Insomma un progetto realizzabile senza particolari difficoltà. Chissà se verrà recepito dai comuni delle grandi città.

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The good men may do separately is small compared with what they may do collectively
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